LA FELICITA’ DEL MADE IN ITALY

Come arrivare là dove l’Italia merita

2 ottobre 2013

Oscar Farinetti, l’anima di Eataly, è stato uno degli importanti ospiti dei talks pubblici del secondo ciclo di eventi di Modesign a Treviso, questa volta dedicato all’approfondimento delle più brillanti esperienze del Made in Italy in relazione al cibo.

Eataly (da eat e Italy) é una catena di punti vendita specializzata in prodotti alimentari di qualità, che si avvia a festeggiare i dieci anni di attività dal giorno dell’apertura del primo punto vendita a Torino, cui hanno fatto seguito molte altre inaugurazioni in varie città d’Italia e del mondo.

Durante la serata presso la Loggia dei Cavalieri, introdotta da Evelina Bazzo e condotta da Enrico Morteo, con i saluti del Sindaco di Treviso Giovanni Manildo di fronte ad un pubblico folto e attento, Oscar Farinetti ha tracciato il suo percorso professionale fin dagli inizi della sua carriera, nel settore di famiglia, quello degli elettrodomestici. Già negli anni ’80 emergeva nel suo lavoro la consapevolezza che vendere un qualsiasi prodotto, che fosse una lavatrice o un televisore, significava portare a casa delle persone un sogno, qualcosa di immateriale rispetto al valore economico stesso del prodotto. Questa consapevolezza é rimasta intatta nelle sue future esperienze, e il bisogno di mantenere viva la sua creatività imprenditoriale lo ha spinto a cambiare creando qualcosa di nuovo, da zero, assieme ai figli.

Modesign @VenetaLink

Modesign @VenetaLink

L’intuizione alla base della sua nuova sfida è stata capire il grandissimo potenziale del cibo, inespresso, soprattutto se riferito alla capacità tipicamente italiana di esprimere questa qualità peculiare.

Il cibo è, in fondo, il prodotto più importante dell’umanità e l’analisi del mercato ha permesso a Farinetti di individuare grandi possibilità di rendere il cibo un argomento con cui “educare”, fare cultura. L’Italia stessa, il posto al mondo più rinomato per le sue caratteristiche e preziosità legate al cibo, ha ancora un grande margine in termini di crescita culturale su questo argomento.

Mangiare bene quindi deve diventare qualcosa di “ bello” proprio come avere una bella borsa e questa bellezza unita alla qualità devono rafforzare il valore immateriale del Made in Italy a livello globale, diventare una realtà più forte all’estero, anche se i tempi attuali hanno tolto coraggio a molte attività del Paese. Coraggio che non è soltanto l’assenza di paura, ma deve essere anche la capacità di analisi del mercato in funzione dell’individuazione delle giuste strategie per crescere, soprattutto nei settori che rappresentano una vocazione naturale per la nostra nazione, cinque secondo Farinetti: l’agro-alimentare, il turismo, l’industria manifatturiera, il patrimonio artistico, il design nelle sue varie coniugazioni (moda, automotive ecc).

post a cura di Renato Verzaro

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